È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Direttiva del Sottosegretario all’Innovazione Butti per la gestione di importi residui derivanti dal finanziamento degli avvisi pubblici a lump sum. Il documento definisce i principi guida per agevolare un utilizzo appropriato ed efficiente delle eventuali risorse residue nell’ambito dei finanziamenti PNRR, secondo i criteri di buona gestione amministrativa e in coerenza con la disponibilità da parte degli enti di altri fondi regionali, nazionali ed europei. La Direttiva è indirizzata ai Soggetti attuatori finanziati dagli Avvisi a lump sum di PA digitale 2026 promossi dal Dipartimento per la trasformazione digitale. In particolare, è rivolta a quei Soggetti attuatori che, a seguito del completamento delle attività e all’esito positivo delle verifiche tecniche e amministrative, hanno maturato importi residui in quanto non hanno speso tutta la somma forfettaria per la realizzazione del progetto PNRR. La Direttiva indica dei principi, non è vincolante, e lascia piena autonomia agli enti nelle singole scelte da intraprendere. I principi indicati sono:
-prudenza: si suggerisce di procedere all’utilizzo delle eventuali eccedenze non prima di aver concluso il progetto finanziato da un Avviso a lump sum e aver ricevuto esito positivo all’asseverazione tecnica e formale da parte del Dipartimento; prima di tale momento l’ente non può essere certo di ricevere il contributo pubblico (lump sum);
-massimizzazione degli impatti dei finanziamenti ottenuti: si suggerisce di destinare le risorse residue ai capitoli di bilancio relativi all’ambito delle spese per la digitalizzazione dell’ente. A mero titolo di esempio, a spese utili a rafforzare la portata degli Avvisi stessi, a fornire maggiore sostenibilità nel tempo agli interventi effettuati, o più in generale alle spese nel campo del comparto ICT dell’ente.
-sostenibilità degli interventi effettuati: si suggerisce di destinare almeno parte delle risorse residue a progetti formativi e/o di aggiornamento, destinati al personale impiegato nell’utilizzo delle soluzioni tecnologiche e digitali realizzate attraverso le misure M1-C1 del PNRR, per un loro utilizzo nelle loro piena funzionalità e finalità, previste dagli Avvisi stessi.
-comunicazione, pubblicità e trasparenza degli interventi effettuati: si suggerisce di destinare almeno parte delle risorse residue alla massima comunicazione degli interventi realizzati con fondi PNRR e alla diffusione dei risultati raggiunti, al fine di contribuire alla piena fruizione da parte dei destinatari delle misure di digitalizzazione, cittadini e imprese in primis.
Infine, qualora l’ammontare di risorse in eccesso sia sufficientemente significativo, si suggerisce agli enti di destinare eventuali risorse residue anche alla:
-integrazione di altri interventi del Soggetto attuatore aventi le stesse finalità dei progetti PNRR, sostenuti con altri fondi europei, nazionali e regionali. In particolare, si invita ad integrare gli interventi previsti dagli obiettivi strategici FSC 2021-2027 per l’Area Strategica Digitalizzazione dai Piani dei Fondi di Sviluppo e Coesione, laddove si è destinatari diretti o indiretti di suddetti fondi. A tale ultimo proposito, si raccomanda ai Comuni di individuare possibili azioni e attività previa consultazione della propria Regione, quale Autorità di Gestione dei Fondi di Sviluppo e Coesione e/o con altri soggetti istituzionali rappresentativi quali le Province.
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Allsite150xcd
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REPLYZoomfinance
15 Novembre 2025, 3:09La deflazione è un calo generalizzato e prolungato dei prezzi di beni e servizi, che si verifica quando l’inflazione è negativa. Sebbene possa sembrare vantaggiosa perché aumenta il potere d’acquisto, è spesso considerata un problema economico perché può innescare una spirale negativa: i consumatori posticipano gli acquisti in attesa di prezzi più bassi, riducendo la domanda, e questo spinge le aziende a tagliare la produzione e l’occupazione, rallentando la crescita economica.
REPLYAspetti positivi
Aumento del potere d’acquisto: Con i prezzi in calo, il denaro dei consumatori può acquistare di più.
Maggiore efficienza: La deflazione può spingere le aziende ad essere più competitive e a ridurre i costi, a vantaggio del consumatore.
Aspetti negativi e rischi
Rallentamento economico: Se la gente aspetta a spendere, la domanda aggregata diminuisce, portando le aziende a produrre di meno.
Spirale deflazionistica: La riduzione della domanda e della produzione porta a licenziamenti e disoccupazione, peggiorando ulteriormente la situazione.
Aumento del peso reale del debito: Il valore reale dei debiti aumenta, rendendoli più onerosi da ripagare.
Deterioramento dei profitti aziendali: Le imprese vedono diminuire i loro ricavi a causa dei prezzi più bassi e della domanda ridotta, il che può portare a una minore disponibilità di credito e investimenti.
Come si combatte la deflazione
Politica monetaria: Le banche centrali possono intervenire con politiche non convenzionali, come il "quantitative easing" (in inglese) o la "forward guidance" (in inglese), per influenzare le aspettative e stimolare la spesa e gli investimenti.
Politica fiscale: I governi possono stimolare la domanda riducendo le imposte sui consumi e sugli investimenti.
Financeall
15 Novembre 2025, 15:39L’inflazione erode il potere d’acquisto quando l’aumento dei prezzi supera l’aumento dei redditi, mentre la deflazione può innescare una recessione. Le banche centrali combattono l’inflazione aumentando i tassi di interesse per frenare la spesa, e combattono la deflazione stimolando la spesa con politiche monetarie espansive o manovre di bilancio statale. La percezione che i "competenti" siano disinformati rispetto ai "clienti" può derivare dalla lentezza delle decisioni politiche ed economiche, che spesso non riescono a compensare immediatamente il deterioramento delle condizioni economiche.
REPLYPerché i prezzi non si stabilizzano?
Inflazione: Può derivare da un eccesso di domanda rispetto all’offerta (aumento dei consumi e degli investimenti) o da un aumento dei costi di produzione (materie prime, energia).
Deflazione: Si verifica quando la domanda di beni e servizi è inferiore all’offerta, portando le imprese ad abbassare i prezzi per cercare di vendere. Questo può creare una spirale negativa, poiché i consumatori, aspettandosi ulteriori ribassi, rimandano gli acquisti, riducendo ulteriormente i consumi e aumentando la disoccupazione.
Perché il potere d’acquisto diminuisce?
Inflazione: L’aumento generalizzato dei prezzi fa sì che con la stessa quantità di denaro si possano comprare meno beni e servizi, riducendo così il potere d’acquisto dei redditi e dei risparmi.
Deflazione: Sebbene possa inizialmente aumentare il potere d’acquisto per i consumatori, la deflazione può portare a una contrazione dell’economia, disoccupazione e minore fiducia, che possono portare a una riduzione del reddito complessivo.
Come si combattono questi fenomeni?
Per combattere l’inflazione: Le banche centrali possono utilizzare una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di interesse. Questo rende più costoso prendere in prestito denaro, rallentando la spesa e gli investimenti e frenando l’aumento dei prezzi.
Per combattere la deflazione: I governi possono stimolare la domanda aumentando la spesa pubblica (es. in infrastrutture) o riducendo le tasse.
Perché i "competenti" sembrano disinformati?
Disparità di prospettive: I consumatori sperimentano direttamente gli effetti immediati di prezzi in aumento o in calo, ma non sempre comprendono le complessità delle politiche economiche e i loro tempi di attuazione.
Complessità degli strumenti: Le politiche economiche sono strumenti complessi che richiedono tempo per produrre risultati, e possono avere effetti diversi su settori e gruppi sociali differenti. La percezione di inefficacia può dipendere dal fatto che i risultati desiderati non sono immediati.
Informazione asimmetrica: La percezione che i "competenti" siano disinformati può derivare dal fatto che le informazioni e le strategie adottate da banche centrali e governi non sono sempre comunicate in modo chiaro ai cittadini.
Newsfreefinance
15 Novembre 2025, 19:49I problemi economici come inflazione, iperinflazione e deflazione generano instabilità per commercianti e consumatori, creando conflitti e causando la perdita del potere d’acquisto per i consumatori. Questa situazione aggrava il malcontento e non porta a soluzioni efficaci, in quanto i commercianti non possono diminuire i prezzi per restare stabili mentre i consumatori vedono il loro potere d’acquisto erodersi.
REPLYProblemi economici e le loro conseguenze
Inflazione: aumento generalizzato dei prezzi e calo del potere d’acquisto.
Iperinflazione: inflazione fuori controllo che distrugge il valore della moneta.
Deflazione: calo generalizzato dei prezzi, che può portare a un rallentamento dell’economia perché i consumatori rimandano gli acquisti in attesa di prezzi ancora più bassi, diminuendo la domanda e la produzione.
Impatto sui commercianti
I commercianti sono in difficoltà nel fissare i prezzi: se li aumentano troppo, rischiano di perdere clienti, ma se non li aumentano sufficientemente, i costi di produzione aumentano, rendendo difficile la sopravvivenza dell’attività.
In un contesto di prezzi instabili, diventa impossibile per i commercianti mantenere prezzi stabili, creando un circolo vizioso di incertezza e rischio per l’attività commerciale.
Impatto sui consumatori
I consumatori vedono diminuire il proprio potere d’acquisto a causa dell’aumento dei prezzi, il che significa che con gli stessi soldi possono comprare meno beni e servizi.
Nel caso della deflazione, i consumatori potrebbero risparmiare in attesa di prezzi più bassi, ma questo può portare a un calo della domanda che danneggia le imprese e l’economia nel suo complesso, a lungo termine.
Mancanza di soluzioni efficaci
Le attuali condizioni economiche non offrono soluzioni rapide e semplici, portando a un circolo vizioso di problemi economici.
Mentre i commercianti sono preoccupati per la loro sopravvivenza, i consumatori sono frustrati dalla mancanza di potere d’acquisto.
Questo esacerba i conflitti sociali e il disagio, senza portare a un miglioramento delle condizioni economiche generali.
Fullcommercialfinance
18 Novembre 2025, 2:11I commercianti non abbassano i prezzi principalmente per mantenere la redditività, coprire i costi crescenti (materie prime, energia, manodopera) e proteggere la percezione di valore dei loro prodotti. Quando i prezzi di vendita sono abbassati, i commercianti possono involontariamente comunicare che il prodotto aveva un valore inferiore in precedenza, danneggiando il loro marchio e la lealtà dei clienti. I prezzi bassi possono anche ridurre l’offerta, poiché i commercianti producono e vendono meno, ma i prezzi sono influenzati anche da altri fattori come le aspettative dei consumatori e il costo del denaro.
REPLYRagioni per cui i prezzi rimangono alti
Per mantenere i margini di profitto: Le imprese calcolano i prezzi per garantire un profitto, coprendo i costi di produzione (materie prime, manodopera, spedizione, marketing) e un margine di guadagno desiderato.
Inflazione e aumento dei costi: L’inflazione aumenta il costo di materie prime ed energia, costringendo le aziende ad aumentare i prezzi per mantenere i loro margini.
Percezione del valore: Abbassare i prezzi può far sembrare che il prodotto valesse meno di quanto non fosse, danneggiando l’immagine del marchio e la fedeltà dei clienti.
Strategia di mercato: Alcuni commercianti vedono i prezzi alti come una fonte di profitto più sicura rispetto alla strategia di sconti frequenti.
Domanda e offerta: La domanda di alcuni prodotti è alta e questo, unito a una capacità di produzione limitata, fa salire i prezzi. I prezzi bassi possono portare a una riduzione dell’offerta.
Ragioni per cui i prezzi dovrebbero diminuire
Aumento del potere d’acquisto: La diminuzione dei prezzi aumenta il potere d’acquisto dei consumatori, soprattutto quelli a basso reddito, che sono i più colpiti dall’inflazione.
Stimolare la domanda: Prezzi più bassi possono incoraggiare i consumatori a spendere di più e ad acquistare di più, stimolando così l’economia.
Conformità con i concorrenti: Se altri commercianti abbassano i prezzi, un commerciante che non li abbassa può perdere quote di mercato a causa della concorrenza.
Perché i commercianti fanno così?
Interesse individuale: I commercianti, come la maggior parte delle persone, sono motivati dal guadagno e dalla conservazione del loro business.
Fiducia nei consumatori: i commercianti sanno che la maggior parte dei consumatori accetta un prezzo più alto se percepisce un valore maggiore, quindi si concentrano sulla proposta di valore.
Interesse di mercato: I commercianti sono influenzati dal loro ambiente di mercato, inclusi i prezzi dei concorrenti, la domanda dei consumatori, i fattori culturali, i costi di produzione e la fiducia dei consumatori.
Fattori esterni: i commercianti sono influenzati da forze esterne, come l’inflazione, il costo del denaro, il prezzo dei beni complementari e surrogati, che possono influire sulle loro decisioni sui prezzi.