Contributi ai Comuni per la rigenerazione urbana. I suggerimenti della Regione

Contributi ai Comuni per la rigenerazione urbana. I suggerimenti della Regione

Com’è noto, il DPCM n. 56 del 6/3/2021 reca le modalità di assegnazione, ai Comuni superiori a 15.000 abitanti, di contributi per investimenti per progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.
Tale DPCM mette a disposizione un fondo che ammonta a 150 milioni di euro per l’anno 2021, 250 milioni di euro per l’anno 2022, 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e 700 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.
COSA E’ POSSIBILE FARE – È possibile finanziare singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi anche ricompresi nell’elenco delle opere incompiute, per ridurre i fenomeni di marginalizzazione, degrado sociale e per migliorare la qualità del decoro urbano (compresa la demolizione di opere abusive realizzate da privati),nello specifico:
a) manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, anche compresa la demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree;
b) miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive;
c) mobilità sostenibile.

CONTRIBUTI AI COMUNI – Per il primo triennio 2021-2023, i Comuni beneficiari possono fare richiesta, per uno o più interventi, entro i
seguenti limiti massimi:
– 5 mln di euro per i Comuni da 15.000 a 49.999 abitanti;
– 10 mln di euro per i Comuni da 50.000 a 100.000 abitanti;
– 20 mln di euro per i comuni con popolazione superiore o uguale a 100.001 abitanti, per i Comuni capoluogo o sede di città metropolitana.

I PROVVEDIMENTI DELLA REGIONE CAMPANIA – In materia di rigenerazione urbana, la Regione Campania ha adottato una serie di provvedimenti di indirizzo che puntano ad incentivare la cultura della qualità progettuale attraverso un approccio integrato di carattere architettonico e ambientale, per configurare parti urbane di qualità della città contemporanea.
In questa prospettiva, gli interventi edilizi dovranno avere caratteristiche di alta sostenibilità, con il rispetto degli standard costruttivi degli edifici a basso consumo energetico includendo la progettazione solare passiva, le pareti verdi, i tetti giardino e il miglioramento complessivo dell’efficienza energetica e antisismica degli edifici e secondo i requisiti per gli «edifici a energia quasi zero» (direttiva dell’U.E. 2010/31/UE), garantendo soluzioni tecnologiche avanzate in ordine al contenimento dei consumi idrici, all’utilizzo di materiali e tecniche ecocompatibili, al riuso dei materiali tradizionali dell’architettura storica, all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla gestione e smaltimento dei rifiuti con una prestazione energetica dell’immobile (di cui alle Linee Guida del decreto interministeriale del 26 giugno 2015), pari a:
– classe di efficienza A1 per gli interventi di recupero e riuso;
– classe di efficienza A4 per gli interventi di sostituzione edilizia, demolizione e ricostruzione, nonché di nuova costruzione.
Mentre per la componente ambientale è richiesto il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM Decreto 11 ottobre 2017 – GU Serie Generale n. 259 del 06-11-2017) prevedendo il riciclo delle acque piovane con sistemi di drenaggio, l’illuminazione urbana a risparmio energetico, l’aumento delle aree permeabili e i parcheggi ombreggiati per l’adattamento ai picchi di calore e alle piogge torrenziali conseguenti ai
cambiamenti climatici in corso.
Da ciò risulta fondamentale aumentare la qualità e la funzionalità degli spazi aperti con Nature Based Solutions per riportare la natura in città, riconfigurando il tutto in maniera integrata e come una rete del verde e degli spazi urbani permeabili, da costruire a misura d’uomo come luoghi d’incontro e di socializzazione con l’innesto di funzioni urbane diversificate (piazze, zona giochi bambini e anziani, attrezzature per il tempo libero, orti urbani, spazi comuni) per la mobilità lenta, il tempo libero e il benessere, con multiple funzioni di salvaguardia della biodiversità in area urbana.
Le domande dovranno essere trasmesse, attraverso il modello telematico redatto dal Min. Interno, entro il 4 giugno 2021 (90 gg. dalla pubblicazione in GU del DPCM), secondo la procedura c.d. “a sportello”, fino ad esaurimento delle risorse.
Nel sollecitare i comuni interessati a partecipare al bando, la Regione Campania raccomanda di orientare le richieste su progetti in grado di incidere su ambiti urbani significativi, privilegiando opportune sinergie con programmi e con altri finanziamenti europei, ministeriali o regionali già attivati o in corso e finalizzati alla rigenerazione urbana, come i PICS o altri programmi (PRU – PRUACS – PIERS – Prefabbricati pesanti per Napoli anche per la riqualificazione dell’ambito e il riammaglio con le aree limitrofe).
Infine, è appena il caso di segnalare che, trattandosi di un fondo pluriennale, finanziariamente dotato fino al 2034, è possibile anche delineare un programma coordinato di opere, da realizzare nel corso di un arco temporale idoneo a conseguire una più estesa e completa riqualificazioneurbana.

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