Fal, il Parlamento adotta il doppio binario: approvato emendamento nel Sostegni

Fal, il Parlamento adotta il doppio binario: approvato emendamento nel Sostegni

Anticipazione di liquidità, il Parlamento ora adotta il doppio binario.
Uno relativo al rimborso del fondo anticipazioni di liquidità e un altro al ripiano del disavanzo. Il primo resta su base trentennale, il secondo viene riportato a dieci anni.
Una soluzione complessa inserita nell’ emendamento al decreto legge Sostegni-bis approvato giovedì sera dalla commissione affari costituzionali della Camera per limitare gli effetti della sentenza n. 80/2021 della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi i commi 2 e 3 dell’ art. 39-ter del dl 162/2019.
L’ effetto contabile dell’emendamento approvato (che ovviamente dovrà di nuovo passare al vaglio dei giudici contabili ed eventualmente di quelli costituzionali) è quello di sganciare la tempistica di ripiano dell’extra deficit, che è di 10 anni a decorrere dall’ esercizio finanziario 2021 con quote costanti, da quella della restituzione del Fondo anticipazioni di liquidità (che rimane ancorata ai 30 anni previsti dai contratti a suo tempo sottoscritti).

Ciò comporta che, alla luce delle modalità di registrazione a bilancio delle due operazioni, gli enti debbano coprire con risorse proprie circa un terzo del disavanzo. Ed è per questo che il decreto stanzia un contributo per sostenere le amministrazioni in questo sforzo finanziario, che l’emendamento ha aumentato da 500 a 660 milioni per l’ annualità 2021. La speranza degli enti è che questa cifra possa essere rifinanziata nei prossimi anni.
La norma salva comuni apre però alcuni dubbi sulle scritture contabili corrette che i responsabili del servizio finanziario dei Comuni dovranno effettuare.  Essa dispone che gli enti debbano iscrivere comunque il rimborso del fal alla missione 20, ma che in sede di rendiconto riducano l’ avanzo accantonato per una quota pari al rimborso annuale. Quest’ ultimo, tuttavia, dovrà essere coperto con risorse correnti e non più con l’ avanzo.
Tuttavia, «la quota del risultato di amministrazione liberata a seguito della riduzione del fondo anticipazione di liquidità è iscritta in entrata del bilancio dell’ esercizio successivo», anche in deroga ai limiti previsti dai commi 897 e 898 della l 145/2018 per gli enti in disavanzo. Cosa questa quota potrà finanziare non è dato sapere: la norma, infatti, curiosamente si limita a dire cosa non potrà essere finanziato, ossia proprio «le rate di ammortamento delle anticipazioni di liquidità», con obbligo di dare evidenza nella nota integrativa delle modalità di copertura alternative. Il che pare un po’ forzato, poiché è evidente che gli enti, per non appesantire ulteriormente il proprio bilancio, dovranno utilizzare l’ avanzo per coprire altre spese. Da notare che questo problema non riguarda solo i circa 800 enti a rischio default. Ma tutti quelli che hanno a suo tempo sottoscritto le anticipazioni. 

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