La specifica rilevanza
del Consenso Informato

La specifica rilevanza </br>del Consenso Informato

Il Covid-19 ha cambiato i nostri comportamenti e, purtroppo, impatterà anche sui canoni della responsabilità introdotti dalla legge n. 24 del 2017 (cd. Legge Gelli-Bianco), anche alla luce del “nuovo decalogo della RC sanitaria” costituito dalle 10 sentenze emesse dalla III sezione civile della Corte di Cassazione il 10 novembre 2019 (il cd. decalogo di San Martino 2019) In sintonia con il decalogo, la Suprema Corte (“SC”), con sentenza n. 18283 del 25 giugno 2021, è tornata sul tema del “consenso informato”, precisandone i contorni e le modalità applicative, nonché delineandone le conseguenze in caso di mancato rispetto.

La SC ha ribadito che l’acquisizione del consenso informato costituisce prestazione altra e diversa da quella dell’intervento medico richiesto, assumendo autonoma rilevanza ai fini dell’eventuale responsabilità risarcitoria in caso di sua omissione.
Il paziente è, infatti, portatore di due diritti ben distinti tra loro. Il consenso informato attiene al diritto fondamentale della persona ad esprimere la consapevole adesione al trattamento sanitario e, quindi, alla libera e consapevole autodeterminazione. La prestazione sanitaria, invece, riguarda la tutela dell’altrettanto fondamentale diritto alla salute. In mancanza di consenso infomato – che non può mai essere presunto o tacito – la prestazione sanitaria è illecita (eccetto i casi in cui il trattamento è obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità), poiché il consenso informato costituisce legittimazione e fondamento della stessa.
Pertanto, la struttura e il medico hanno il dovere di informare il paziente in ordine alla natura della prestazione, ai suoi rischi, alla portata dei possibili e probabili risultati conseguibili, nonché delle implicazioni verificabili, esprimendosi in termini adatti al livello culturale del paziente interlocutore, adottando un linguaggio che sia a lui comprensibile, secondo il relativo stato soggettivo e il grado di conoscenze di cui dispone. L’obbligo di acquisire il consenso informato è a carico della struttura e del medico, il quale, sulla base delle indicazioni raccolte, deciderà in piena autonomia di accogliere la richiesta e di darvi corso secondo la lex artis.


Il Direttore Scientifico e Responsabile dello Sportello Salute ANCI Campania
Antonio Salvatore


 

 

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