Il Giorno del ricordo per le vittime delle foibe e per gli esuli istriani: cerimonie in tutta la Campania

Il Giorno del ricordo per le vittime delle foibe e per gli esuli istriani: cerimonie in tutta la Campania

Il 10 febbraio ricorre il Giorno del ricordo, una solennità civile nazionale italiana istituita per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
«Bruttura umana e vergogna di una nazione civile, perché campo profughi significa promiscuità, vita antigenica, abitudine all’ozio, vita antisociale, rovina delle donne e dei ragazzi, demoralizzazione completa e conseguente annullamento della personalità umana». Sono le parole pronunciante nel 1951 nell’Assemblea degli esuli Giuliani residenti nella provincia di Caserta, una delle tante province italiane dove furono disperse – in 109 campi profughi – le decine di migliaia di istriani, fiumani e dalmati cacciati o costretti alla fuga dalla loro terra di origine. Nella provincia di Caserta, l’anno successivo, si registravano i due più grandi campi della regione, a Capua e ad Aversa, con quasi 1200 profughi. Nel resto della Campania, invece, vi erano campi profughi a Napoli (Bagnoli), Salerno e Pagani, Avellino.

Dopo l’8 settembre 1943 i partigiani jugoslavi diedero inizio alla persecuzione degli italiani in Dalmazia e in Istria non solo con l’uccisione di gerarchi fascisti, ma di qualsiasi rappresentante dello Stato italiano come carabinieri, segretari comunali, farmacisti, maestri elementari e persino sacerdoti. Fu in quelle settimane che si diede inizio alla tragedia delle Foibe la cui vittima più nota è Norma Cossetto, una studentessa universitaria ventitreenne la cui storia è descritta nel film Red Land (Rosso Istria) di Maximiliano Hernando Bruno, raro caso di rappresentazione cinematografica insieme alla miniserie Il cuore nel pozzo del 2005.

Le foibe – cavità carsiche profonde persino centinaia di metri – divennero le fosse comuni in cui furono buttati – talvolta ancora vivi – i nemici italiani della dittatura comunista di Tito. Si calcola che furono 10.000 gli italiani infoibati, ammazzati o scomparsi.

Accanto a questa tragedia – che certamente è la più grave –, tuttavia ne va ricordata un’altra, ancora ignorata: quella dell’esodo di massa della popolazione italiana della Venezia Giulia, dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia. Con l’intenzione di annettere questi territori alla Jugoslavia, infatti, le truppe dei partigiani comunisti del Maresciallo Tito il 1° maggio 1945 – quindi a guerra finita – diedero inizio all’invasione di Pola, Fiume, Gorizia e Trieste, trovando complicità ed appoggio dei comunisti italiani dei quali emblematico fu l’appello di Palmiro Togliatti: «Lavoratori di Trieste, il vostro dovere è di accogliere le truppe di Tito come liberatrici e di collaborare con esse nel modo più assoluto».

Mappa delle principali foibe scoperte

La pulizia etnica e politica, con le sue motivazioni ideologiche, etniche e sociali, rispondeva all’obiettivo della creazione di uno stato panslavista fondato su di un nazionalismo esasperato e sulla dittatura comunista. Per realizzare questo piano occorreva che gli Slavi diventassero maggioranza e che fossero eliminati non solo gli esponenti del fascismo e dello Stato italiano, ma anche della borghesia e del capitalismo, e infine di tutti gli italiani. Così, sotto la regia del Partito comunista jugoslavo e dell’OZNA – la polizia segreta jugoslava – si procedette ad arresti, deportazioni, infoibamenti nei confronti non solo di italiani, ma anche di sloveni, croati e serbi anticomunisti e perciò ritenuti “nemici del popolo”.

Un ulteriore elemento, non secondario, del comunismo jugoslavo fu la sua ostilità alla religione. Non solo furono depredare le chiese, ma molte di queste furono trasformate in stalle, magazzini e prigioni e l’attività liturgica fu spesso non solo ostacolata, ma persino impedita. Furono perseguitati fedeli e sacerdoti, e di quest’ultimi si contano almeno 37 vittime. Due sono stati i sacerdoti certamente uccisi in odium fidei e beatificati da Benedetto XVI: don Francesco Bonifacio e don Miroslav Bulesic. Ma veramente macabro fu il ritrovamento, nella cava di bauxite di Lindaro, del corpo di don Angelo Tarticchio ucciso dopo l’invasione titina dell’Istria all’indomani dell’8 settembre 1943: aveva una corona di filo spinato infissa sul capo ed i genitali tagliati in bocca.

Dopo 40 giorni infernali di occupazione comunista, il 12 giugno 1945 Trieste fu realmente liberata dalle truppe anglo-americane e lo stesso Winston Churchill, primo ministro inglese che aveva fornito grandi aiuti militari a Tito, scrivendo a Stalin riconobbe che «Grandi crudeltà sono state commesse in quella zona dagli slavi contro gli italiani, specialmente a Trieste e a Fiume. Le pretese aggressive del maresciallo Tito devono essere stroncate».
Fu soltanto con il Trattato di Parigi (10 febbraio 1947) che l’Italia dovette cedere alla Jugoslavia quasi tutta l’Istria con le città di Pola e Fiume, mentre veniva costituito il Territorio Libero di Trieste come stato cuscinetto suddiviso in una zona A, con la città di Trieste sotto l’amministrazione militare anglo-americana, ed una zona B, con Capodistria sotto quella jugoslava. Il passaggio sotto uno stato straniero retto da una dittatura comunista, insieme con le persecuzioni del razzismo slavista, imposero un esodo senza precedenti in cui decine di migliaia di italiani dovettero abbandonare la propria terra e i propri beni per rifugiarsi, in una vera e propria diaspora, nelle altre regioni italiane. Su oltre mezzo milione di abitanti, 350.000 italiani andarono via in un lungo esodo trascinatosi fino agli anni ’60. Ma anche 50.000 tra sloveni e croati fuggirono per non sottomettersi alla dittatura comunista.

Coloro che avevano ottenuto il permesso di partire, dopo il riconoscimento dell’opzione per la cittadinanza italiana, poterono portare in Italia soltanto una valigia con 5 kg di indumenti e 5.000 lire, spesso comunque sequestrati prima della frontiera dall’Ozna. Ma i profughi italiani non trovarono sempre un’accoglienza dignitosa nemmeno in Italia dove talvolta si registrarono episodi di respingimenti dei profughi da parte delle autorità italiane. Ancora poco noto è l’episodio del cosiddetto Treno della vergogna, un convoglio di esuli che doveva fare scalo a Bologna dove la Pontificia Opera di Assistenza e la Croce Rossa Italiana aveva preparato pasti caldi soprattutto per bambini ed anziani. Vari ferrovieri sindacalisti della CGIL ed iscritti al PCI minacciarono uno sciopero per bloccare la stazione, mentre altri militanti comunisti presero a sassate il treno gettando via le vettovaglie e versando il latte destinato ai bambini sulle rotaie.
Del resto, in quegli anni Togliatti era stato Ministro della giustizia e secondo la vulgata del suo partito le foibe erano solo frutto di propaganda, l’esodo era favorito dai reazionari, i profughi erano ex fascisti che rifiutavano il regime “democratico” di Tito ed avevano paura della giustizia popolare e democratica. Era, pertanto, opportuno scoraggiare le partenze dall’Istria e disperdere i profughi perché riuniti in grosse comunità avrebbero costituito un pericolo. I profughi furono, perciò, rinchiusi in campi circondati da fili spinato, con coprifuoco e guardia armata. Si trattò, comunque, di fatti nei quali la solidarietà nazionale disertò.
Il Memorandum d’intesa del 1954 sancì, poi, il passaggio all’amministrazione civile italiana della zona A, e quello all’amministrazione civile jugoslava della zona B – con un ulteriore esodo di italiani – sulla quale, con il Trattato di Osimo del 1975, l’Italia rinunciò definitivamente alla sua sovranità in favore della Jugoslavia. Infine, con l’Accordo di Roma del 1983 la Jugoslavia acquisì i beni espropriati agli esuli giuliano-dalmati in cambio di 110 milioni di dollari da versare, a titolo di indennizzo, al governo italiano in 13 rate. Di queste ne furono pagate soltanto due prima della dissoluzione della Jugoslavia, mentre oggi la Slovenia e la Croazia devono ancora versare il saldo.

Il monumento in ricordo delle vittime delle foibe a Basovizza

Soltanto nel 2004 fu promulgata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi una legge che istituì il Giorno del ricordo «al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, così si è espresso il 10 febbraio dell’anno scorso a Montecitorio: «I crimini contro l’umanità scatenati in quel conflitto non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo, ma proseguirono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista».

L’esodo dei Giuliano-Dalmati, in conclusione, fu un vero e proprio plebiscito di libertà, oltre che di italianità, perché quegli italiani scelsero di essere profughi in una Italia sconfitta – e i cui discendenti vivono ancora a Caserta – piuttosto che rimanere nella propria terra annessa dalla Jugoslavia comunista, in cui non avrebbero potuto esercitare i diritti fondamentali di ogni uomo: il diritto alla pratica della propria fede religiosa, il diritto al mantenimento della propria identità nazionale, il diritto alla libertà individuale, alla proprietà, al lavoro e all’impresa, e spesso il diritto alla vita.


Tommaso Tartaglione
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  • OPERA NAZIONALE PER I CADUTI SENZA CROCEura Brussi
    27 Novembre 2023, 23:12

    NON DIMENTICHIAMOLI
    Caduti infoibati o diversamente massacrati nelle zone del confine orientale in tempo di guerra ed a guerra terminata.
    ONORE E RICORDO
    UNA PREGHIERA

    ‘Abazia Giuseppe di Avellino 
    ‘Abbondanza Giuseppe Giusto di Salerno 
    ‘Acampora Pasquale di Napoli 
    ‘Acampora Renato di Napoli 
    ‘Acanfora Giovanni Battista di Napoli 
    ‘Acerbo Luigi di Napoli 
    ‘Adamo Gennaro di Napoli 
    ‘Adorno Riccardo di Napoli 
    ‘Alfano Ciro di Napoli 
    ‘Alfano Giuseppe di Napoli 
    ‘Allocca Sebastiano di Napoli 
    ‘Amendola Alberto di Salerno 
    ‘Anastasio Francesco di Napoli 
    ‘Antuono Guido di Caserta 
    ‘Anzalone Angelo di Avellino 
    ‘Apicella Antonio di Salerno 
    ‘Ardolino Gaetano di Napoli 
    ‘Argiento Luigi di Napoli 
    ‘Ascione Marco di Napoli 
    ‘Auletta Mario di Napoli 
    ‘Aurino Avelardo di Napoli 
    ‘Aurino Luigi Matteo di Napoli 
    ‘Aurino Vittorio di Napoli 
    ‘Avallieri Antonio di Avellino 
    ‘Avallone Raffaele di Salerno 
    ‘Aversano Emilio di Salerno 
    ‘Aversano Luigi di Napoli 
    ‘Barberini Pompeo di Napoli 
    ‘Barbiero Giovanni di Caserta 
    ‘Barbone Carlo di Napoli 
    ‘Bari Umberto di Napoli 
    ‘Barone Carmine di Salerno 
    ‘Barone Vincenzo di Salerno 
    ‘Basile Vincenzo di Napoli 
    ‘Bavaro Emanuele di Avellino 
    ‘Bisesti Giuseppe di Napoli 
    ‘Borea Luigi di Avellino 
    ‘Borghese Dario di Salerno 
    ‘Bossi Ernesto di Benevento 
    ‘Bottiglieri Domenico di Salerno 
    ‘Braccini Augusto di Napoli 
    ‘Bracco Giovanni di Salerno 
    ‘Bruno Marco di Avellino 
    ‘Bucci Giuseppe di Caserta 
    ‘Buono Michele di Napoli 
    ‘Butti Vito di Caserta 
    ‘Buttiglione Donato di Salerno 
    ‘Cacage Giuseppe di Napoli 
    ‘Caccavale Aldo di Napoli 
    ‘Caccioppoli Antonio di Napoli 
    ‘Caffarelli Ciro di Caserta 
    ‘Camera Aldo di Salerno 
    ‘Campagnolo Francesco di Napoli 
    ‘Campana Gerardo di Napoli 
    ‘Cantile Domenico di Caserta 
    ‘Cantile Vigilante di Caserta 
    ‘Cappetta Giuseppe di Salerno 
    ‘Caputo Ferdinando di Caserta 
    ‘Caputto Giuseppe Raffaele di Caserta 
    ‘Carallo Luigi di Salerno 
    ‘Carpine Giuseppe di Napoli 
    ‘Caso Michele di Avellino 
    ‘Castiglione Morelli Renato di Napoli 
    ‘Cataruotto Frances.Paolo di Avellino 
    ‘Cavaliere Luigi di Salerno 
    ‘Caviasca Renato di Benevento 
    ‘Cerullo Michele di Benevento 
    ‘Chianese Antonio di Napoli 
    ‘Ciambriello Cesare di Benevento 
    ‘Ciardiello Nazzareno di Benevento 
    ‘Cinquegrani Adolfo di Napoli 
    ‘Cirillo Guglielmo di Napoli 
    ‘Cirino Stefano di Avellino 
    ‘Clemente Paolo di Avellino 
    ‘Clericuzio Tommaso di Avellino 
    ‘Cola Francesco di Napoli 
    ‘Colarusso Pasquale di Avellino 
    ‘Colella Francesco di Avellino 
    ‘Colucci Felice di Avellino 
    ‘Conte Domenico di Salerno 
    ‘Coppola Ciro di Napoli 
    ‘Corbo Giuseppe di Caserta 
    ‘Covatta Raffaele di Napoli 
    ‘Cozzella Luigi di Napoli 
    ‘Cusumano Giovanni di Napoli 
    ‘Cutillo Mario di Benevento 
    ‘D’Aguanno Elia di Salerno 
    ‘D’Alessandro Salvatore di Caserta 
    ‘D’Alessio Alberto di Napoli 
    ‘D’Ambrosio Mario di Caserta 
    ‘D’Ambrosio Nicola di Avellino 
    ‘D’Amelio Antonio di Salerno 
    ‘D’Apice Dionisio di Avellino 
    ‘D’Atri Libero di Napoli 
    ‘De Bellis Enrico di Salerno 
    ‘De Capite Giuseppe di Caserta 
    ‘De Carolis Antonio di Napoli 
    ‘De Falco Floriano di Benevento 
    ‘De Felice Giuseppe di Caserta 
    ‘De Gruttola Angelo di Avellino 
    ‘De Luca Salvatore di Avellino 
    ‘De Lucia Giuseppe di Caserta 
    ‘De Micco Vittorio di Napoli 
    ‘De Pierro Angelo di Benevento 
    ‘De Rosa Giuseppe di Napoli 
    ‘De Rosa Vittorio di Salerno 
    ‘De Siervo Federico di Napoli 
    ‘De Simone Mario di Caserta 
    ‘De Todaro Mario di Napoli 
    ‘De Vito Vincenzo di Avellino 
    ‘De Vivo Angelo di Avellino 
    ‘De Zorzi Pietro Domenico di Caserta 
    ‘Del Giudice Domenico di Napoli 
    ‘Del Vecchio Vincenzo di Avellino 
    ‘Della Sala Mario di Napoli 
    ‘Delle Fontane Giuseppe di Napoli 
    ‘Desio Umberto di Salerno 
    ‘Di Marino Costantino di Salerno 
    ‘Di Matteo Italo di Avellino 
    ‘Di Piero Angelo di Benevento 
    ‘Di Pietro Ciro di Avellino 
    ‘Di Spigno Ciro di Napoli 
    ‘Diaz padre Aurelio (Carlo) di Napoli 
    ‘Diuccio Francesco di Napoli 
    ‘Dragonetto Angelo Maria di Napoli 
    ‘Eremita Carlo di Napoli 
    ‘Esposito Amedeo di Napoli 
    ‘Esposito Carmine di Napoli 
    ‘Esposito Catello di Napoli 
    ‘Esposito Giuseppe di Caserta 
    ‘Esposito Pasquale di Napoli 
    ‘Fabiano Giovan Battista di Avellino 
    ‘Fabio Engilberto di Salerno 
    ‘Falconetti Francesco di Caserta 
    ‘Farano Vincenzo di Caserta 
    ‘Feleppa Vincenzo di Benevento 
    ‘Fernando Franco di Caserta 
    ‘Ferullo Arcangelo di Avellino 
    ‘Fino Enrico di Avellino 
    ‘Formato Agostino di Avellino 
    ‘Fortini Luigi di Caserta 
    ‘Foti Aristide di Napoli 
    ‘Francipane Luigi di Avellino 
    ‘Frieri Raffaele di Avellino 
    ‘Fuso Antonio di Napoli 
    ‘Galante Antonio di Napoli 
    ‘Gargiulo Saverio di Napoli 
    ‘Garofalo Francesco di Salerno 
    ‘Gatta Vittorio di Napoli 
    ‘Genovese Catello di Napoli 
    ‘Gentilella Leone di Napoli 
    ‘Gervasio Alberto di Napoli 
    ‘Giangrande Vincenzo di Napoli 
    ‘Giordano Raffaele di Avellino 
    ‘Giordano Salvatore di Napoli 
    ‘Graziano Gabriele di Avellino 
    ‘Greco Matteo di Salerno 
    ‘Grieco Giuseppe di Napoli 
    ‘Grieco Pasquale di Avellino 
    ‘Guerra Arturo di Salerno 
    ‘Guerriero Nunzio di Avellino 
    ‘Iadicicco Elpidio di Caserta 
    ‘Iammarone Raffaello di Avellino 
    ‘Iandoli Andrea di Avellino 
    ‘Iannarone Alfredo di Avellino 
    ‘Iannelli Francesco di Caserta 
    ‘Iasiello Alfonso di Avellino 
    ‘Idà Aurelio di Napoli 
    ‘Iervolino Vito di Napoli 
    ‘Imperato Giuseppe di Napoli 
    ‘Imperlini Giovanni di Napoli 
    ‘Inorio Carmine di Salerno 
    ‘Lamberti Vincenzo di Salerno 
    ‘Latriglia Salvatore di Napoli 
    ‘Lebano Gennaro di Salerno 
    ‘Leveque Giovanni di Napoli 
    ‘Loffredo Primo di Napoli 
    ‘Luongo Francesco di Napoli 
    ‘Maffei Vincenzo di Napoli 
    ‘Maglione Luigi di Avellino 
    ‘Maiale Giovanni di Caserta 
    ‘Maisto Antonio di Napoli 
    ‘Manzione Domenico di Salerno 
    ‘Manzo Giovanni di Salerno 
    ‘Manzo Giuseppe di Avellino 
    ‘Marciano Carmine di Napoli 
    ‘Marciano Salvatore di Napoli 
    ‘Marcovaz Antonio di Benevento 
    ‘Mariano Angelo di Avellino 
    ‘Mariniello Agostino di Caserta 
    ‘Marra Francesco di Napoli 
    ‘Martignetti Emilio di Avellino 
    ‘Mastalia Crescenzo di Salerno 
    ‘Mastroianni Antonio di Caserta 
    ‘Mastroianno Francesco di Caserta 
    ‘Mazzacca Tullio di Caserta 
    ‘Mazzetta Vincenzo di Caserta 
    ‘Mele Gennaro di Napoli 
    ‘Mendozza Vincenzo di Napoli 
    ‘Menna Salvatore di Napoli 
    ‘Mercadante Giovanni di Salerno 
    ‘Miele Giovambattista di Avellino 
    ‘Milo Carmine di Napoli 
    ‘Minutolo Domenico di Caserta 
    ‘Molinaro Pellegrino di Avellino 
    ‘Monaco Emilio di Caserta 
    ‘Monda Attilio di Napoli 
    ‘Morandino Angelo di Salerno 
    ‘Morello Giuseppe di Salerno 
    ‘Nannarelli Angelo di Napoli 
    ‘Napolitano Luigi di Avellino 
    ‘Natale Roberto di Caserta 
    ‘Nigro Alfredo di Benevento 
    ‘Ninno Claudio di Napoli 
    ‘Notari Renato di Napoli 
    ‘Numis Filippo di Avellino 
    ‘Oliva Giuseppe di Benevento 
    ‘Oristano Domenico di Salerno 
    ‘Orsi Federico di Napoli 
    ‘Pacella Nicola di Salerno 
    ‘Pagano Carmine di Salerno 
    ‘Pagliarulo Giovanni di Avellino 
    ‘Pagnozzi Leopoldo di Benevento 
    ‘Panella Luigi di Benevento 
    ‘Paracuollo Gustavo di Napoli 
    ‘Parascandola Adolfo di Napoli 
    ‘Pardo Vincenzo di Caserta 
    ‘Parente Pasquale di Benevento 
    ‘Paresce Giovanni di Napoli 
    ‘Parrella Giovanni di Benevento 
    ‘Pastorella Pietro di Avellino 
    ‘Pecoraro Angelo di Napoli 
    ‘Pellegrino Antonio di Avellino 
    ‘Pellegrino Raffaele di Napoli 
    ‘Pelosi Antonio di Avellino 
    ‘Perillo Francesco di Napoli 
    ‘Perongini Raffaele di Avellino 
    ‘Perrone Raffaele di Caserta 
    ‘Pesce Antonio di Napoli 
    ‘Pezone Giovanni di Caserta 
    ‘Piccolo Giuseppe di Napoli 
    ‘Piccolo Michele di Avellino 
    ‘Pizzano Carmine di Avellino 
    ‘Pizzutti Emilio Ennio di Salerno 
    ‘Pochet Felice di Napoli 
    ‘Police Paolo di Napoli 
    ‘Porro Alfonso di Napoli 
    ‘Prone Nicola di Salerno 
    ‘Pugliese Carmine di Salerno 
    ‘Putignano Aurelio di Napoli 
    ‘Raelli Pietro di Napoli 
    ‘Ragusa Isidoro di Caserta 
    ‘Rea Antonio di Napoli 
    ‘Reccia Raffaele di Napoli 
    ‘Riccardo Pasquale di Napoli 
    ‘Ricci Giovanni di Avellino 
    ‘Riccio Aquilio di Caserta 
    ‘Ristallo Pietro di Salerno 
    ‘Romano Antonio di Napoli 
    ‘Romano Gaetano di Avellino 
    ‘Romano Luigi di Salerno 
    ‘Romano Sabato di Napoli 
    ‘Rosa Angelo di Avellino 
    ‘Rossi Eduardo di Avellino 
    ‘Rozzi Francesco di Caserta 
    ‘Ruberto Manfredi di Avellino 
    ‘Rufolo Alberto di Salerno 
    ‘Ruggero Pasquale di Benevento 
    ‘Ruggi Ciro di Napoli 
    ‘Ruggiero Antonio di Avellino 
    ‘Ruggiero Carmine Casimiro di Avellino 
    ‘Ruocco Carmine di Avellino 
    ‘Russo Antonio di Napoli 
    ‘Russo Armando di Salerno 
    ‘Russo Ermolli Sergio di Napoli 
    ‘Russo Giacomo di Napoli 
    ‘Russo Nicola di Napoli 
    ‘Russo Simmaco di Benevento 
    ‘Russo Vincenzo di Napoli 
    ‘Russo Vincenzo di Napoli 
    ‘Russo Vittorio Emanuele di Napoli 
    ‘Sabatino Vincenzo di Napoli 
    ‘Sabia Martucelli Mario di Salerno 
    ‘Saccone Pancrazio di Caserta 
    ‘Saltalamacchia Francesco di Caserta 
    ‘Salvi Ettore di Salerno 
    ‘Sannino Aldo di Napoli 
    ‘Santelia Antonio di Salerno 
    ‘Sapone Raffaele di Caserta 
    ‘Saponieri Silvio di Napoli 
    ‘Sasso Sebastiano di Napoli 
    ‘Sasso Sebastiano Gennaro di Napoli 
    ‘Scala Mario di Avellino 
    ‘Schioppa Antonio di Napoli 
    ‘Scotto Di Covella Nicola di Napoli 
    ‘Sebastiano Antonio di Avellino 
    ‘Sena Antonio di Avellino 
    ‘Serpe Francesco di Napoli 
    ‘Sfortunio Giuseppe di Avellino 
    ‘Sicignano Gregorio di Salerno 
    ‘Silvino Giuseppe di Caserta 
    ‘Simeone Michele di Benevento 
    ‘Sola Francesco di Napoli 
    ‘Sorrentino Alfredo di Avellino 
    ‘Sozio Giuseppe di Salerno 
    ‘Sportelli Umberto di Napoli 
    ‘Strocchia Giuseppe di Napoli 
    ‘Tarantino Antonio di Avellino 
    ‘Tassoni Giovanni di Napoli 
    ‘Tedesco Giuseppe di Salerno 
    ‘Tommaselli Alfonso di Napoli 
    ‘Tortorici Ettore di Napoli 
    ‘Tramontano Francesco di Napoli 
    ‘Tramontano Giovan.Pasquale di Napoli 
    ‘Tramontano Pasquale Mario di Napoli 
    ‘Trevisonno Francesco di Benevento 
    ‘Turci Umberto di Napoli 
    ‘Valente Guido di Avellino 
    ‘Valentino Antonio Alfredo di Napoli 
    Valle Antonio di Caserta 
    ‘Vanni Armando di Avellino 
    ‘Varricchio Mario di Napoli 
    ‘Venditti Angelo di Napoli 
    ‘Veneziani Erminio di Napoli 
    ‘Ventola Vincenzo di Avellino 
    ‘Verducci Vincenzo di Salerno 
    ‘Verrengia Giuseppe di Caserta 
    ‘Viserti Orlando di Salerno 
    ‘Zappone Vittorio Antonio di Benevento 
    ‘Zito Mario di Napoli 

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