Nel DEF 2024 cresce la spesa sanitaria pubblica

Nel DEF 2024 cresce la spesa sanitaria pubblica
  • L’economia globale 2023 è cresciuta del 3,1% e quella italiana dello 0,9% (superiore alla media UE).

La previsione di crescita del PIL per il 2024 – in via prudenziale – è dell’1%. Resta il “macigno” del debito pubblico italiano che nel 2023 è lievitato del 7,2% del PIL. Cresce – in misura significativa – l’incidenza degli interessi passivi sulla spesa corrente (quella che accoglie anche la spesa sanitaria).

Nel 2023 la spesa per interessi passivi è stata di circa 79 mld di euro (l’8% della spesa corrente). Nel 2027 questa dovrebbe raggiungere i 104 mld di euro (+ 32% rispetto al consuntivo 2023). Nello stesso periodo la spesa per le pensioni – che pesa per circa un terzo sulla spesa corrente – dovrebbe lievitare del 15%. Pensioni, interessi passivi e altre prestazioni sociali rappresentano il 52% della spesa corrente italiana. Un dato dal quale non si può prescindere. Rispetto alle previsioni di cui alla Nota di aggiornamento del DEF (NADEF), la spesa sanitaria 2023 è leggermente inferiore ai valori attesi. Questa è stata di 131,1 mld di euro, pari al 14,9% della spesa corrente 2023 al netto degli interessi sul debito pubblico. Tabella e grafici che seguono illustrano il trend delle principali voci della spesa corrente italiana (Fonte: DEF 2024 – Elaborazione ANCI Campania).

Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica italiana è stimata in 138,8 mld di euro (+ 6% rispetto al 2023).

Nei prossimi quattro anni la stessa dovrebbe aumentare di oltre 16 mld di euro (dai 131,1 del 2023 ai 147,4 del 2027) e, nonostante la sua incidenza sul PIL nominale atteso sia pressoché stabile, il suo impatto sulla “spesa corrente” rispetto al 2023 dovrebbe crescere dello 0,4% nel 2024 e dello 0,6% nel 2026 (dal 14,9% del 2023 al 15,5% del 2026). Pertanto, in uno scenario che prevede la crescita della spesa pensionistica di circa il 15% e quella finanziaria di circa il 32%, la “parola d’ordine” è sostenibilità della spesa pubblica. Un contesto nel quale – giova evidenziare – la spesa sanitaria cresce e anche tanto. Confrontare la spesa sanitaria con il solo PIL nominale – fortemente influenzato da fenomeni congiunturali  impattanti sulla sua reale consistenza (pandemia da Covid-19, crisi energetica, inflazione) – conduce a risultati fuorvianti. Un Pil precipitato nel 2020 a causa della crisi sanitaria e successivamente “drogato” dall’impennata dei costi energetici e dalla feroce speculazione che ne è conseguita, il suo valore – da solo – appare poco significativo per la corretta determinazione del trend reale della spesa sanitaria pubblica.


Il Direttore Scientifico e Responsabile del Dipartimento Salute ANCI Campania

Antonio Salvatore

 

 

 

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