“Tempesta perfetta” sulla scuola pubblica. La Regione chiama i sindaci campani alla mobilitazione

“Tempesta perfetta” sulla scuola pubblica. La Regione chiama i sindaci campani alla mobilitazione

La Regione Campania promuove un’assemblea con tema principale il futuro della scuola pubblica. Sarà un’occasione per avere un confronto aperto e franco tra il governo regionale e i Comuni con la partecipazione diretta degli operatori scolastici. Al centro dell’incontro che, non a caso ha per titolo “Salviamo la scuola pubblica”, è l’effettiva valorizzazione dell’autonomia didattica, di ricerca e di gestione degli istituti scolastici, messe a repentaglio da alcune scelte operate in questi anni dal Miur (e anche dal progetto Calderoli di Autonomia differenziata) e dai processi di denatalità.
Una «tempesta perfetta» per i Comuni che rischia di far saltare il ruolo e la funzione della scuola pubblica nel nostro Paese, con accorpamenti e chiusura di istituti, riduzione di personale, fine degli investimenti in Campania e al Sud in edilizia scolastica, laboratori didattici e formazione. L’anno scolastico a settembre 2022 è ripartito con 147.200 alunni in meno. Per rendere l’idea della progressione negativa, in un solo anno è sparito l’equivalente della popolazione di Caserta e Benevento. Ecco perché anche per i Comuni questa è una battaglia da combattere tutti insieme.

Anci Campania invita tutti i Sindaci, gli assessori comunali all’Istruzione e gli addetti ai lavori a partecipare martedì 31 gennaio alle ore 10.00, presso la Stazione Marittima di Napoli – Sala Galatea, per condividere e discutere delle prospettive e delle azioni da intraprendere per salvare la scuola pubblica.
Un appuntamento importante che richiede la partecipazione e il contributo di tutti coloro che hanno a cuore il destino delle comunità scolastiche.

Per registrarsi è necessario compilare il form di partecipazione —> CLICCA E COMPILA

2 comments

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2 Comments

  • Dario Spagnuolo
    20 Gennaio 2023, 16:42

    Mi chiedo se ci si renda conto della scorrettezza e dell’inopportunità di questo modo di agire, e lo dico da dirigente scolastico. I Comuni hanno scaricato sulle scuole una marea di responsabilità in nome di una autonomia che non conoscevano (durante la pandemia). Ora la Campania si preoccupa dei dimensionamenti, dopo che non sono mai state realizzate conferenze di servizio per discutere le problematiche territoriali. Non sono gli organi di amministrazione a convocare le assemblee cittadine o, almeno, quando lo fanno, hanno il buon senso di scrivere di cosa si parlerà, se e come si può intervenire e chi tiene la discussione. Farla poi esattamente il giorno di fine quadrimestre, quando le scuole iniziano un impegno continuativo per gli scrutini intermedi, non è solo una scelta infelice, ma proprio la mancanza di consapevolezza di come funzionino le scuole e quali norme le disciplinino. Siamo pronti al colloquio e a collaborare nel rispetto istituzionale di compiti, funzioni e forme. Altrimenti è solo un anticipo del carnevale. Una chiacchierata utile ad attirare voti non certo ad affrontare e risolvere problemi-

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